Posteggia

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Posteggia

Classica o  Ri-arrangiata …

Tanto divertimento …..con un pizzico di Tradizione

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 Classica ( chitarra e mandolino )


 

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 Swing ( chitarra e Violino … e Contrabbasso)

 .

 Swing con Mandolino

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Fisarmonica Voce e Chitarra

Posteggia ….

Fin dai Secoli addietro la Posteggia è sempre stata nella Tradizione Classica Napoletana la giusta soluzione per il divertimento e l’accompagnamento di momenti di Festa

con la Posteggia di possono accompagnare Banchetti…Buffet iniziali o Finali ma anche

Dedicare una bellissima Serenata alla Sposa…o alla propria amata in genere.!

Qui la riproponiamo nella versione Classica in duo o in Trio ma anche in una chiave più moderna Swing accompagnata col violino per una scelta di brani più ricercati…meno classici…che però in un secondo momento prende le sembianze di una Classica posteggia Napoletana…allietando gli Ospiti.

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Probabilmente con la posteggia hai trovato l’intrattenimento giusto per il tuo evento o il tuo Buffet

La Posteggia un pò di Storia:

A pusteggia è l’antica arte dei suonatori di strada (il loro nome infatti deriva da puosto, il posto di suolo pubblico che andavano ad occupare).

Oggi sopravvive soprattutto nell’attività di chi nostalgicamente la reinterpreta senza scopo di lucro, o grazie a musicisti che offrono i propri servigi sotto compenso. Ma precisamente, di cosa si tratta? difatti consisteva in un gruppo, più o meno nutrito, di musicisti, che si riunivano in un posto pubblico e cominciavano ad intonare vecchie e nuove canzoni napoletane per allietare i turisti ed i passanti del luogo o solo per divertirsi. Uno cantava, e gli altri lo accompagnavano col mandolino, con la chitarra, con il violino, con il tamburello, o altro.

Il primo documento ufficiale nel quale compare il termine posteggia è un editto con cui Federico II di Svevia intendeva se non sbarazzarsi, almeno contenere il fenomeno dei posteggiatori, definiti molesti nel numero e nel ruolo.

In realtà, se ad ogni angolo di strada il Medioevo napoletano prevedeva posteggiatori, era anche perchè piacevano sia al popolo che ai regnanti. Al popolo per la semplice ragione che, accanto al repertorio più tradizionale, i posteggiatori elaboravano nuove rime e musiche per esprimere ironicamente, sotto forma di innocue canzoncine, quei malumori nei confronti della casta dominante che il popolo non poteva rivelare, pena la morte.